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Memoria del grano, del pane e dei saperi contadini tra Laigueglia e Colla Micheri

A Laigueglia, l’autenticità del territorio passa anche attraverso i luoghi della produzione e della trasformazione del cibo, dove il paesaggio racconta una storia fatta di lavoro, ingegno e adattamento. In questa prospettiva, SeaLab invita a scoprire non solo i sapori, ma anche gli spazi che li hanno resi possibili, restituendo valore ai saperi tradizionali che hanno nutrito la comunità nel tempo.

A circa dieci minuti a piedi da Colla Micheri, lungo il crinale che separa Laigueglia da Alassio, si incontrano i resti del Mulino Tagliaferro, noto anche come Mulino Casalìn. La sua presenza si inserisce in un sistema più ampio di strutture a pianta circolare che punteggiano le sommità collinari, testimoniando un paesaggio produttivo oggi in parte dimenticato, ma un tempo essenziale per la vita quotidiana del territorio.

Il mulino sorge in una posizione strategica, come attestato dalla Carta Topografica della Magnifica Comunità e Valle di Andora del 1785, e racconta una fase storica in cui la trasformazione dei cereali rappresentava un passaggio fondamentale nella filiera alimentare locale. Qui il grano, coltivato nelle fasce collinari e nell’entroterra, veniva lavorato per produrre farine destinate al pane, alimento base della dieta ligure e elemento centrale della convivialità e delle tradizioni familiari.

Nonostante lo stato di conservazione oggi precario, il Mulino Tagliaferro conserva la sua forma cilindrica originaria, con un portale di accesso e due aperture al piano superiore. La pianta circolare suggerisce l’uso come mulino a vento, soluzione ingegnosa che sfruttava le correnti dei crinali per garantire l’energia necessaria alla macinazione. Alcuni documenti storici, tuttavia, lo indicano anche come “torre”, da cui la denominazione di Torre Saracena, lasciando aperta l’ipotesi di una pluralità di funzioni nel corso dei secoli.

Questa ambiguità funzionale racconta bene la capacità di adattamento delle comunità locali, che hanno saputo riutilizzare le strutture esistenti in base alle necessità del tempo: dalla produzione alimentare alla difesa, dal presidio del territorio al controllo delle vie di comunicazione. In ogni caso, il mulino rimane legato a un immaginario di autosufficienza e di saperi condivisi, in cui il cibo non era solo consumo, ma risultato di una catena di gesti collettivi.

Nel racconto di gusto e tradizioni proposto da SeaLab, il Mulino Tagliaferro diventa così un luogo simbolico: non tanto per ciò che è rimasto, quanto per ciò che rappresenta. Un punto di osservazione privilegiato per comprendere come il paesaggio di Laigueglia, tra mare e collina, sia stato modellato anche dalla necessità di nutrire la comunità, trasformando risorse naturali in cultura gastronomica e identità territoriale.

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