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Architettura sacra e identità urbana nel cuore di Laigueglia

Nel cuore del centro storico di Laigueglia, la chiesa di San Matteo rappresenta una delle testimonianze più eloquenti dell’ambizione e della prosperità raggiunte dal borgo tra età moderna e Settecento, quando l’economia locale era fortemente legata alla pesca e al commercio del corallo. La sua storia architettonica riflette una crescita progressiva, parallela allo sviluppo civile e religioso della comunità, che nel tempo ha sentito l’esigenza di dotarsi di un edificio sacro all’altezza del proprio ruolo sulla scena mediterranea.

Eretta a parrocchia nel 1531, la prima chiesa si presentava con una struttura a tre navate sorrette da colonne in pietra nera, secondo una tipologia diffusa nel contesto ligure dell’epoca. Una descrizione puntuale di questo edificio originario è riportata nel Sacro e vago Giardinello del Seicento, a conferma dell’importanza già allora riconosciuta al complesso religioso. Tra il 1715 e il 1723, l’architetto Antonio Maria Ricca interviene con un primo ampliamento, progettando una nuova chiesa a pianta pseudo-ovale, segno di un aggiornamento stilistico che anticipa le trasformazioni più radicali della metà del secolo.

È nel 1754 che San Matteo assume l’aspetto monumentale che ancora oggi la caratterizza. L’architetto Giovan Domenico Baguti concepisce un edificio a croce latina di forte impatto scenografico, orientando l’ampia facciata verso il mare e collocando i due slanciati campanili in posizione diagonale, soluzione inconsueta che rafforza il dialogo visivo tra architettura sacra e paesaggio costiero. Una scelta che rende la chiesa non solo fulcro spirituale, ma anche vero e proprio riferimento urbano per chi giunge dal mare.

L’interno, scandito da lesene e arricchito da stucchi rocaille, culmina in una volta riccamente decorata che accentua la verticalità e il senso di solennità dello spazio. Consacrata nel 1807, la chiesa si arricchisce nel tempo di arredi marmorei e di un significativo apparato pittorico proveniente in gran parte da Genova, allora centro artistico di primaria importanza. Tra le opere conservate si annoverano dipinti attribuiti a Bernardo Strozzi e a Castellino Castello, che contribuiscono a qualificare San Matteo come uno dei principali contenitori d’arte sacra del Ponente ligure.

Nel suo insieme, la chiesa di San Matteo si configura come un capolavoro architettonico capace di fondere eleganza ligure e suggestioni mitteleuropee, restituendo l’immagine di una comunità aperta agli scambi, attenta alle correnti artistiche del proprio tempo e profondamente consapevole del valore simbolico dell’architettura come espressione identitaria.

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